lunedì 28 gennaio 2019

Cosa c’è nel futuro dei pallet: i trend 2019

Materiali, forme, tecnologia: ecco alcuni dei principali trend.

Dal punto di vista dei materiali a dominare il mercato dei pallet da trasporto merci sono sempre i pallet di legno, seguiti da quelli in plastica. Ci sono però altri materiali, definiti compositi, se si stanno facendo strada e stanno conquistando piccole, per ora, fette di mercato.

> Ecco dove trovare pallet in plastica in provincia di Varese.

Ma quali sono le principali priorità nella decisione di acquisto di chi compra pallet? 

Ne avevamo già parlato, si tratta di una combinazione di questi fattori:
  • prezzo
  • resistenza
  • durata
  • riusabilità

Sono proprio le priorità dei clienti a guidare i produttori di pallet verso un aggiornamento dei loro progetti e dei processi. L’obiettivo è garantire che i pallet da loro prodotti durino più a lungo.

In che modo? Lavorando su miglioramenti che ne aumentino la resistenza a pesi maggiori diminuendo però quello di tara, oppure sulla maggiore rigidità per adattarsi al crescente uso dell’automazione.

Altri aspetti su cui si sta cercando di crescere sono i materiali, che non si danno per scontati ma si sta andando alla ricerca di alternative per una migliore sostenibilità.

Infine, ma non meno importante, le aziende di pallet pooling stanno cercando di contribuire alla sostenibilità e all’efficienza del processo di trasporto utilizzando i dati dei clienti per promuovere una maggiore collaborazione e ridurre così i costi.

Ecco allora nello specifico quali sono i principali trend nel mondo dei pallet.

 

L'automazione favorisce l’uso dei pallet in plastica

I posti di lavori in calo sono un problema in diversi paesi, per questo motivo la limitata forza lavoro è ormai un problema in molti magazzini. È per questo che sempre più aziende usano sistemi di movimentazione dei materiali automatizzati all'interno delle loro strutture.

Questa è la ragione numero uno per cui i pallet in plastica riutilizzabili stanno prendendo senpre più piede.

Pallet in plastica ri-progettati per avere il massimo rapporto resistenza/peso

Per le supply chain in cui coesistono sia l'interazione automatica che manuale con pallet in plastica, trovare il rapporto ottimale di progettazione resistenza-peso del pallet è fondamentale per ridurre al minimo il rischio di lesioni e affaticamento dei lavoratori addetti alla movimentazione. Un pallet più leggero è più facile da maneggiare e riduce potenziali problemi ergonomici.

Pallet con design personalizzato che offrono più resistenza e rigidità

Per garantire che i pallet di legno abbiano resistenza e rigidità adeguate per l’utilizzo in strutture di stoccaggio a densità più elevata, come scaffalature multi-profondità (anche automatizzate), vengono creati ulteriori progetti personalizzati.

Se è necessario un nuovo tipo di pallet per un nuovo sistema di stoccaggio, dovrà essere usato in tutto il magazzino ed, eventualmente, anche nell'intera supply chain. Questo per non perdere in efficienza e per minimizzare la confusione.

Sperimentazione con nuovi materiali

Ridurre il proprio impatto ambientale e diventare, allo stesso tempo, più efficienti: è questo l’obiettivo di molte aziende per il prossimo futuro. Riguardo ai pallet, i produttori stanno iniziando a sperimentare diversi materiali naturali che sono più sostenibili, riciclabili e biodegradabile.

> Qui puoi trovare pallet in legno nuovi e usati.

Le fibre di banani e canapa, ad esempio, provengono da fonti che crescono rapidamente e offrono rese più elevate rispetto agli alberi. Altri produttori stanno aggiungendo rivestimenti al legno, come l'uretano, per aumentare la durabilità di un pallet, per renderlo più facile da pulire e per migliorarne la resistenza al fuoco.

I servizi di pooling che supportano la collaborazione

La movimentazioni di merci su gomma rimane uno dei maggiori costi per le aziende. Una delle componenti più significative è il recupero dei pallet, che comporta viaggi che magari potrebbero essere evitati.

Come? Aziende di pooling stanno cercando di usare la tecnologia. Un software di digital intelligence a cui stanno lavorando negli Stati Uniti, può monitorare e tracciare i dati di temperatura e posizione dei vari automezzi coinvolti nella supply chain, per ridurre il chilometraggio in questi circuiti di trasporto.

Così, per esempio, se un rivenditore restituisce i pallet all’azienda di pooling, invece di tornare al centro di distribuzione al dettaglio vuoto, forse l’azienda di pooling può ottimizzare il processo indirizzandolo verso un altro cliente, ad esempio un impianto di produzione che si trova lungo il percorso. Attraverso il software, è possibile aiutare questi anelli della catena a trovare una connessione utile nello spostamento delle merci e dei pallet.

giovedì 10 gennaio 2019

Bancali in plastica, ecco perché piacciono sempre di più

Nuovi materiali, tecnologia e ambiente: scopri perché il futuro dei pallet passa dai bancali in plastica.

Abbiamo scritto spesso di quanto la sostenibilità dei pallet in legno sia legata a doppio filo alla politica ambientale del paese, o dei paesi, che li usano e li producono. Usare il legno non è antiecologico se la produzione è supportata dalla gestione oculata del patrimonio verde e da un forestazione consapevole.



In pratica, se usi il legno, e quindi tagli degli alberi, devi sapere che dovrai piantarne di nuovi, in numero uguale o anche superiore a quelli abbattuti.

> Dove comprare pallet in plastica e legno in provincia di Varese.

Per un approfondimento sui benefici di tipo di strategia, detta ‘economia circolare’ per via del circolo virtuoso su cui si basa, puoi leggere alcuni dei nostri articoli già pubblicati come:

8 motivi per apprezzare i pallet in plastica

Con un occhio sempre attento all’interesse dell’ambiente, dobbiamo dire che anche i bancali in plastica si stanno ritagliando uno spazio importante nella logistica nazionale e internazionale.

Perché questo tipo di pallet piace? Ecco alcuni dei motivi principali:
  1. Sono leggeri, perciò sono facili da maneggiare e scaricare.
  2. Sono facile da stoccare e resistenti.
  3. Richiedono poca manutenzione.
  4. Sono adatti anche a carichi pesanti.
  5. I prezzi sono di mercato, quindi competitivi con quelli degli altri tipi di bancali.
  6. Possono essere usati anche per cliniche e ambulatori (nella versione HACCP).
  7. Si possono stampare con facilità anche modelli con misure diverse da quelle standard.
  8. Si possono produrre a partire da materiali rigenerati, allungando la vita di un certo tipo di plastica. Questo tipo di pedane sono prodotte in polipropilene e il polietilene, materiali che possono essere recuperati e utilizzati per lo stampaggio di nuovi bancali.
  9. Non trattengono le impurità e possono essere puliti facilmente, per questo rispettano le norme contenute nel ISPM-15 della FAO. Sono quindi adatti alle esportazioni verso qualunque destinazione senza dover fornire documenti che ne certifichino la qualità.

Pallet in plastica, non solo benefici pratici

Ci sono poi altri due importanti benefici che i bancali in plastica possono portare. La loro diffusione può dare un duro colpo al mercato nero dei pallet: furti, scambio di bancali non idonei, sottoprezzo, e magari venuti a contatto con sostanze tossiche o inquinanti, ecc.

Un mercato sommerso che nel 2016 ammontava a oltre 720 milioni di euro (Fonte: Legambiente).
Questo importante passo verso la legalità è dovuto alla crescente applicazione di tecnologie come Internet of Things (IoT) e Blockchain.

Secondo il rapporto della società Berg Insight, specializzata in analisi nel settore del IoT, quello dei pallet è classificato come uno dei campi più promettente per le applicazioni delle nuove tecnologie, come quelle legate ai cellulari di nuova generazione ma non solo.

I bancali in plastica si prestano a essere integrati con piccoli dispositivi che permettono loro di essere connessi a Internet. Un costo questo che può essere giustificato, e ammortizzato, dall’aumento dell'efficienza di molte operazioni logistiche che ne deriva.

La tecnologia Blockchain è già in fase di sperimentazione. Lo studio di Berg Insight evidenzia come la Blockchain possa dare la possibilità di tracciare i pallet e contribuisce a estendere la durata della loro vita, che attualmente è di circa 2 anni.

Il progresso è già oggi? Ma il contesto urbano delle città riuscirà ad adeguarsi velocemente ai cambiamenti che richiede l’Internet delle Cose?

Oggetti connessi tra loro per migliorare l’efficienza di molti degli aspetti della nostra vita, dalla viabilità, alla logistica, alla sicurezza: è questo il risultato che ci sia aspetta. I tempi di adeguamento per realizzare questo scenario non saranno però così brevi, prevede Berg Insight.

> Vendita di bancali in plastica in provincia di Varese.

venerdì 30 novembre 2018

I pallets intelligenti che lavorano con Blockchain e Internet delle cose


Non è il futuro, è già il presente: le più moderne tecnologie si applicano anche ai bancali per il trasporto merci.

Sarà possibile migliorare la visibilità e il processo decisionale della supply chain grazie alle moderne tecnologie? Ci sta provando con un progetto pilota la BASF, colosso tedesco della chimica, Grazie ai dati ricevuti dai pallet abilitati al Internet of Things (IoT) nel suo sistema di registro digitale.

Video, cos’è la Blockchain:




Accanto all’IoT, l’altra tecnologia che è stata presa in considerazione è la Blockchain, un sistema in grado di creare una sorta di libro mastro digitale che fornisce una registrazione immutabile di transazioni che possono essere condivise e controllate dai partner della supply chain. BASF ha pensato di testare questo sistema con uno degli strumenti di base della logistica, i pallet.

> Dove comprare pallet di plastica in provincia di Varese.


Pallets intelligenti che inviano dati utili

Non si tratta di pallet qualsiasi, ma di bancali intelligenti in cui sono integrati dei transponder wireless alimentati a batteria.

Questi dispositivi, quando sono attivi, possono registrare e trasmettere al Cloud la posizione e il movimento dei pallet, la temperatura dell’ambiente e caricare informazioni riguardo allo stato del pallet. In questo modo, i pallet diventano una parte dell’IoT industriale di BASF.

Ma come poter combinare queste informazioni per tracciare e rintracciare i prodotti nella catena di approvvigionamento dei materiali? Entra qui in gioco la tecnologia Blockchain.

Il progetto pilota avviato dall’azienda tedesca servirà a verificherà se i dati collezionati dai pallet intelligenti, e trasmessi al cloud, potranno essere trasmessi alla soluzione Blockchain dell’azienda Quantoz, specializzata in questo settore tecnologico.

Uno degli obiettivi è di riuscire a riconoscere quando una consegna è incompleta o danneggiata prima che arrivi a destinazione. Queste informazioni potrebbero anche essere utilizzate per aiutare BASF e i suoi partner della supply chain a migliorare i processi, riducendo danni e deterioramento.

E poiché Blockchain fornisce una registrazione trasparente e immutabile di transazioni che possono essere condivise da una vasta gamma di partner della supply chain - come fornitori, clienti, banche e autorità doganali - BASF punta a migliorerà i modelli di business e processi aziendali come inventarii, sdoganamento automatico e il pay per use.


Come la Blockchain sta rivoluzionando la logistica

Ma questo registro virtuale fatto di blocchi immutabili non cambierà solo i modelli di business, come nel caso di BASF, ma sconvolgerà letteralmente alcuni settori, tra questi anche la logistica.




Come spiega questa infografica, la conoscenza e la consapevolezza dei benefici delle applicazioni della Blockchain non è ancora molto alta. C’è chi invece sta anticipando i tempi per crearsi un vantaggio competitivo.

In Danimarca, IBM, in partnership con l’azienda mercantile Maersk Line, ha lanciato la prima piattaforma che applicherà la logica della Blockchain al trasporto marittimo (TradeLens). Servirà a gestire in autonomia, in un solo flusso di dati digitali in diretta, centinaia di documenti che accompagnano una singola merce in giro per il mondo nel suo viaggio su una nave mercantile.

Grazie alla criptazione si va oltre la semplice visualizzazione dei documenti, ora si possono anche vidimare garantendo privacy e sicurezza perché è impossibile la manomissione.

lunedì 29 ottobre 2018

6 motivi per prepararsi da subito a un futuro senza emissioni di carbonio

Perché le aziende dovrebbero iniziare da subito la transizione a un modello di business più ecologico.

Con la tutela della salute come primo obiettivo, si stanno intensificando le iniziative per cercare di ridurre il progressivo riscaldamento del pianeta. L’Unione Europa ha confermato la lotta contro le emissioni di CO2 e le aziende si stanno adeguando. Lo dicono anche i numeri dell’ultimo report CDP (Carbon Disclosure Project) che analizza l’impatto ambientale nel nostro paese. Lo studio prende in esame 48 delle più grandi aziende italiane con il maggiore impatto ambientale e 25 città e regioni per un totale di circa 40 milioni di abitanti.

Di quelle prese in esame, 9 aziende su 10 hanno concretamente fissato obiettivi di riduzione delle proprie emissioni e il 96% sta dimostrando un atteggiamento di sempre maggiore responsabilità ambientale.

Un segnale decisamente incoraggiante che va visto non solo come la risposta a una stretta normativa sull’argomento, come nel caso della UE. Adottare un atteggiamento più ecologico ed ecosostenibile nelle strategie aziendali, puntando a obiettivi come quelli previsti dall'accordo di Parigi per esempio, aiuta ad accelerare la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e a evitare effetti ancora peggiori sul clima.
Ecco quali sono i benefici per il business di questo ‘eco-cambiamento’ di mentalità, secondo lo studio di Science Based Targets (SBTi).

riduzione emissioni di carbonio

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Reputazione


Viviamo in un’epoca in cui le persone sono sempre più consapevoli degli effetti che le loro scelte, fatte anche come consumatori, hanno sull'ambiente. Il consumo etico è un argomento ormai di stringente attualità, perciò l’attenzione alla sostenibilità è per un’azienda di fondamentale importanza.

Nello studio condotto da SBTi, i rappresentanti di aziende come Dell (tecnologia) e EDP (elettricità) hanno sottolineato il peso di scelte fatte in questo senso parlando di “un modo per garantire il livello di responsabilità aziendale che i clienti si aspettano” e di "robustezza, fiducia e credibilità".


Fiducia


Oltre ai clienti, anche verso gli investitori è un punto di vantaggio avere la sostenibilità ambientale come punto di riferimento della credibilità aziendale. Dimostra a una nuova generazione di investitori etici che l’azienda è lungimirante e orientata alla sostenibilità.


Resilienza


Andiamo verso un futuro in cui aumenteranno le norme nazionali per limitare le attività ad alta intensità di emissioni. Adottare dei modelli di business attenti alla questione ambientale aumenta la capacità dell’azienda di far fronte ai cambiamenti.


Innovazione


Con il passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio in corso e in rapido aumento, le aziende che stanno allineando le loro strategie con questo cambiamento graduale si stanno aprendo a un mondo di opportunità. Questo sta già guidando l'innovazione all'interno delle aziende, mentre almeno la metà dei prodotti e servizi sarà a basso impatto ambientale (emissioni di carbonio) entro il 2030.


Risparmio


I modelli di business ecologici hanno costi troppo alti? Per lo studio SBTi non è così. Quasi un terzo degli intervistati sta già notando gli effetti positivi del loro approccio green sul bilancio.

Questo tipo di obiettivo sta garantendo alle aziende processi snelli ed efficienti. Stanno inoltre sviluppando la capacità di recupero e riciclo in previsione di un futuro in cui le risorse, in particolare quelle derivate dai combustibili fossili, diventeranno sempre più scarse e costose. L'aumento dei prezzi delle materie prime può significare la differenza tra profitti e perdite.



Vantaggio competitivo


Il punto precedente dimostra inoltre che prepararsi da subito alla transizione a basse emissioni di carbonio è un vantaggio competitivo concreto.
Con l'aumento dell'innovazione, la ridotta incertezza, il rafforzamento della fiducia degli investitori e il miglioramento della redditività, sono le aziende che stanno affrontando il problema quelle che avranno successo nell'economia a basse emissioni di carbonio.

Queste aziende sono sicuramente anche quelle che già utilizzano strumenti di movimentazione per la logistica fatti in materiali ecosostenibili, come i bancali in legno, nuovi o usati. Hanno tutti i vantaggi del legno e sono perfettamente in linea con questa nuova tendenza di business.

Fonte: https://sciencebasedtargets.org/2018/07/09/six-business-benefits-of-setting-science-based-targets/

martedì 25 settembre 2018

Pallet EPAL nuovi e usati: in quanti li comprano?

Ecco i primi numeri 2018: crescita super ma EPAL non dorme sugli allori.

Sale il prezzo della materia prima, ma cresce anche la produzione di pallet EPAL nuovi.

Un segno importante per la salute della nostra economia che si riassume con questi numeri:

  • 2.585.954 tra pallet EPAL nuovi prodotti e riparati in Italia nei primi tre mesi del 2018
  • +8% rispetto al trimestre precedente
  • 50% l’incremento rispetto al primo trimestre del 2014
  • 20% l’aumento della produzione rispetto ad un anno fa (primo trimestre 2017)

Come si spiega questo boom?

Nonostante i prezzi del legno così alti, questa crescita si spiega essenzialmente per questi tre motivi:
  1. la dipendenza dall’estero per l’importazione del legno, per un paese come il nostro che ancora sfrutta poco e male il proprio patrimonio forestale
  2. l’ aumento della domanda interna del mercato tedesco, in un paese che è tra i principali fornitori di legname a livello europeo
  3. la nascita di mercati emergenti, come quelli asiatici, che hanno aumentato la domanda, ma anche tre l’offerta di pallet, con un conseguente impatto (in negativo) sul prezzo del legname.
E i pallet di legno usati? Sono in leggero calo: -6% la percentuale di bancali di legno EPAL riparati, per un totale di 1.012.099 bancali. Ma anche qui, se guardiamo agli ultimi 5 anni, abbiamo un’ulteriore conferma della crescita economica, con un +50% di pallet EPAL prodotti e riparati rispetto ai primi tre mesi del 2014.

>Dove comprare pallet di legno nuovi e usati, certificati EPAL per la tua azienda.

Il prossimo passo? La marchiatura a inchiostro dei pallet

Nonostante questi numeri EPAL tiene alta la guardia e continua a guardare al futuro programmando investimenti nelle nuove tecnologie. In primis c’è la marchiatura a getto d’inchiostro, iniziativa in fase di approvazione.
Per ora l’unico modo per apporre il marchio EPAL sui blocchetti dei pallet è la stampa a fuoco, mentre questa nuova tecnologia consentirebbe una maggiore omogeneità nella stampa, una significativa riduzione dei tempi di marchiatura. Maggiore produttività, quindi, e un minor rischio di provocare incendi a causa della vicinanza del legno a fonti di calore, come nel caso della marchiatura a fuoco.

Ecco un esempio di marchiatura a inchiostro di pallet. La stampante in azione in questo video:


Altri vantaggi della marchiatura ad inchiostro? Resistente agli agenti atmosferici e, attraverso software specializzati per la gestione della stampa, permette di modificare in corso d’opera lo schema e il numero di lotto. È una tecnologia già ampiamente utilizzata in altri settori. Viene usata per apporre date di produzione, numeri di lotto, codici a barre e loghi, oltre che su legno, anche su uova, cavi, pneumatici, astucci, tubi in plastica e molti altri materiali.
La marchiatura a inchiostro ha una flessibilità operativa che è difficile raggiungere con altre tecnologie. Può contare su di una vasta gamma di inchiostri in grado di soddisfare le più esigenti richieste di leggibilità, adesione e resistenza del messaggio stampato.



infografica produzione pallet epal nuovi primo trimestre 2018

giovedì 6 settembre 2018

Pallet illegali: perché fanno male alla salute oltre che all’economia

Racket dei bancali in legno: gravi illeciti amministrativi e penali, ma anche rischi ingenti per le persone.


È solo un bancale in legno che serve a trasportare merci, come ci può essere illegalità e pericolo per la salute dietro a questo semplice strumento di movimentazione? La risposta è semplice: in tutti i settori in cui si muovono grandi interessi economici c’è, purtroppo sempre, malaffare. Altro fattore chiave è che in Italia il prezzo degli imballaggi in legno è in crescita, fattore che può portare molte aziende a cercare di ridurre i costi. Ma ricorrere al mercato dei pallet illegali è un rischio che vale la candela?


5 cose che forse non sapevi sul mercato dei pallet in Italia

  1. 120 milioni: è il numero di movimentazioni di merci all’anno, ognuna di queste attività implica la cessione di un pallet (nuovo o usato).
  2. 660 milioni: il giro d’affari solo del mercato dei pallet usati.
  3. 30%: la fetta di questo mercato, quello dell’usato, che si stima sia gestito illegalmente.
  4. 3.000: i pallet sequestrati dalla Guardia di Finanza solo nei primi 6 mesi del 2018.
  5. 79: le segnalazioni per sospetta attività abusiva di compravendita di pallet fatte da Conlegno (all’associazione dei produttori e riparatori di pallet) che hanno attivato 53 controlli della polizia giudiziaria.
  6. 2,3 milioni di pallet: è il numero di pallet illegali scoperti e sequestrati dalla Guardia di Finanza nei controlli fatti (144) tra il giugno 2015 a il dicembre 2016.

I danni generati da questa attività sono diversi e ingenti. Non c’è soltanto l’evasione dell’IVA, ovviamente non pagata su pallet acquistati in nero, la concorrenza sleale, le false fatturazioni e il riciclaggio di denaro. C’è anche un grosso rischio per la salute sia per gli operatori della logistica, come i trasportatori e i magazzinieri, sia per il cliente finale che consuma le merci trasportate. Perché? L’EPAL prevede che ogni bancale venga sanificato dopo l’utilizzo, cosa che chi gestisce il racket dei pallet si guarda bene dal fare.

Un bancale usato per il trasporto di diserbanti o pesticidi può così poi essere rivenduto illegalmente e ospitare generi alimentari freschi, come la frutta e la verdura destinate a negozi e supermercati. In questo modo aumenta notevolmente il rischio di contaminazione così è altissimo, come molto alto è il pericolo che organismi nocivi viaggino da un paese  all'altro. Ma anche la materia stessa di cui sono fatti i pallet può essere di bassa qualità e quindi pericolosa, perché si tratta molto spesso di legno proveniente dal mercato nero. II bancali non certificati così fabbricati non hanno le caratteristiche richieste da EPAL e FITOK.

pallet illegali


Come proteggersi da questa attività illecita

Tenuto conto dei rischi di cui abbiamo appena parlato, il risparmiare sul prezzo dei pallet comprati in nero è per un’azienda un vantaggio solo apparente. I rischi sono altissimi e, una volta accertato il dolo, portano a sanzioni molto pesanti e all’arresto, nei casi più gravi.
Se non bastasse quindi la responsabilità di mettere a repentaglio la salute delle persone, ci sono poi le conseguente legali. Dai 53 i controlli della polizia giudiziaria nel periodo 2015-2017, hanno preso il via 4 processi che si sono conclusi con l’applicazione della pena, una sentenza di condanna in primo grado e 54 procedimenti ancora pendenti o in fase di indagini. Vale veramente la pena rischiare così tanto per dei pallet di legno illegali?

Pallet in legno certificati e sicuri: i 10 consigli di Conlegno

Conlegno ha anche realizzato un decalogo per riconoscere un pallet Epal originale:

  1. I pallet nuovi devono riportare il marchio EPAL sui quattro blocchetti laterali.
  2. Il marchio IPPC/FAO deve essere apposto sul blocchetto centrale.
  3. I chiodi devono rispettare la disposizione standard;
  4. Le tavole inferiori devono essere smussate.
  5. I pallet nuovi devono riportare la graffa di certificazione con la sigla di qualità EPAL.
  6. I pallet riparati devono riportare il chiodo di controllo della riparazione con sigla EPAL.
  7. Diffidare dei pallet EPAL venduti a un prezzo troppo competitivo.
  8. Diffidare dei pallet di dubbia provenienza.
  9. È fondamentale rivolgersi a produttori e riparatori licenziatari del marchio EPAL: consulta l'elenco, troverai anche Ribo Pallet.
  10. È fondamentale rivolgersi a produttori e riparatori autorizzati a utilizzare il marchio IPPC/FAO FITOK (consulta l’elenco).

Per la tua attività, ma anche per l’uso domestico, come l’arredo pallet, usa solo pallet di legno certificati, come quelli che trovi qui.

Fonti:
Trasportoeuropa
Businessinsider
Conlegno

giovedì 26 luglio 2018

Siamo finalmente entrati in una nuova era ecologica?


Piantare alberi porta benefici che sono ora sotto gli occhi di tutti.

Negli ultimi duecento anni i paesi più ‘verdi’ sapevano a malapena cosa fare con i loro alberi. Pensavo fossero solo uno spreco di spazio. Ma grazie al grande cambiamento culturale ancora in atto, le foreste sono passate dall'essere considerate solo luoghi oscuri e temibili a qualcosa di invece semi-sacro e intoccabile.

John Vidal, giornalista del prestigioso quotidiano inglese The Guardian, ha studiato questo fenomeno virtuoso che dà speranza nella lotta contro le cause dei cambiamenti climatici.


Alberti come strumenti di benessere

Abbiamo imparato che gli alberi possono darci molto di più più valore che fornire semplicemente legname:

  • Mantengono umidi i terreni
  • Prevengono alluvioni e forniscono riparo
  • Abbelliscono i paesaggi
  • Proteggono le risorse idriche
  • Aumentano la biodiversità
  • Migliorano la conservazione e il benessere umano.

Lo hanno capito in tanti paesi, a loro spese. In Italia, per esempio, l’incuria dei territori ha portato a disastri naturali, come frane e alluvioni, che se non evitati potevano essere almeno limitati. Ma il trend positivo di riforestazione è ormai su scala mondiale:

  1. La Cina ha in programma di piantare foreste per un’area equivalente alle dimensioni dell'Irlanda .
  2. In 'America Latina si sono impegnati a ripristinare 20 milioni di ettari di foreste degradate, lo stesso in Africa (oltre 100 milioni di ettari).
  3. L'India sta piantando 13 milioni di ettari di alberi.


Le più grandi minacce per gli alberi


Ripiantare è senza dubbio positivo, ma il problema è ancora molto serie. Una volta, la più grande minaccia per gli alberi erano i taglialegna e l'espansione dell'agricoltura. E’ ancora così, ma la deforestazione e il degrado causati dall'uomo rendono le foreste più vulnerabili al fuoco. Inoltre, le malattie, gli insetti dannosi e la siccità legata ai cambiamenti climatici rischiano di uccidere gli alberi in un numero sempre maggiore.

La riforestazione è un segnale positivo, ma non se fatta senza criterio. Quando le foreste vengono piantate su scala industriale, così come succede di solito in seguito alle politiche statali, fino al 20% degli alberi può morire entro pochi anni. Il tutto con un costo molto alto per tutta la comunità, sia per i soldi spesi per l’attività di riforestazione sia per i mancati benefici dovuta ad una percentuale di insuccesso così alta.


C’è una soluzione? L’esempio del Niger


Si sta diffondendo sempre di più spesso un sistema noto come ‘agro-forestale’, in cui alberi e arbusti vengono coltivati ​​intorno o tra le colture, spesso su terreni forestali degradati. Ci sono circa 2 miliardi di ettari di questa terra in tutto il mondo e ripristinarla con l'agricoltura agra-forestale non può solo mettere più cibo sulle nostre tavole, ma creare anche migliaia di posti di lavoro e combattere il cambiamento climatico.

Esempi positivi di questo sistema? Solo 30 anni fa il Niger era un paese povero, a rischio di siccità. Seguiva una politica di sviluppo consigliata dagli esperti dei paesi ricchi: intensificare la propria agricoltura, liberando vaste aree di terra e piantando enormi campi di grano e mais. Questa strada si è rivelata in molti casi sbagliata e il costo è stata la deforestazione.


La rivoluzione verde parte dal basso

Sono state però le persone comuni, e non lo stato, a cambiare questa storia in loro favore. Come racconta Fred Pearce, per risparmiare tempo i giovani locali che tornavano dal lavoro all'estero negli anni '80 piantarono le loro colture senza prima liberare la terra dagli alberi, come si era sempre fatto prima. Con loro sorpresa, i raccolti di grano risultavano essere migliori che nei campi vicini che erano stati ripuliti da tutte le piante legnose. Quando la stessa cosa è accaduta l'anno successivo, i villaggi hanno capito il messaggio: gli alberi erano facevano bene ai i loro raccolti.

Da allora, qualcosa come 200 milioni di alberi in Niger sono stati piantati o incoraggiati a rigenerarsi in modo naturale su 5 milioni di ettari. Nei luoghi in cui gli alberi sono tornati, la produzione alimentare è aumentata di 600.000 tonnellate all'anno. La parte del governo in questa storia di successo è stata minima.

Gli effetti benefici della riforestazione sull’agricoltura, ma anche nel combattere gli effetti delle alluvioni, sono stati recepiti in molti altri paesi, come Pakistan, India, Malawi, Ethiopia e Mali, dove sono stati ripiantati migliaia di ettari di alberi.

È troppo presto per pensare che siamo ecologicamente più alfabetizzati, ma aumenta la consapevolezza del problema e la sensibilità della gente. Questa nuova rivoluzione verde parte dal basso, dalla gente comune, non bastano le leggi. Anche i governi se ne stanno, forse, rendendo conto.

Fonte: The Guardian

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