lunedì 3 giugno 2019

Pallet o carrello elevatore: cos’è servito prima all’uomo nella sua storia?

Bancali o muletto: ci dobbiamo riferire alla definizione di utilizzo che ne dà il dizionario, per la risposta è...

Nella storia della logistica, è nato prima l’uovo o la gallina, cioè prima il pallet o prima il carrello elevatore? La risposta è: dipende da cosa intendiamo per pallet.

Per il dizionario, il pallet è "una piccola, bassa piattaforma portatile su cui vengono posizionate le merci per lo stoccaggio o lo spostamento, in un magazzino o un veicolo". Possiamo immaginare quindi che già in tempi molto lontani, quando mancavano i mezzi per spostare grossi carichi, l’uomo si sia ingegnato per affrontare il problema.

L’indagine ci porta fino al primo millennio avanti Cristo, quando strutture tipo pallet sono state usate come basi per almeno alcune centinaia di anni, per applicazioni come l'impilamento e la stabilizzazione dei fusti. Possiamo considerare queste strutture come pallet? In effetti sì, anche se non facilitavano il trasporto di merci, ma solo lo stoccaggio.

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Per trovare delle basi di carico progettate per spostare merci dobbiamo arrivare fino agli ultimi anni del 1800.


Pallet? In principio era il ‘Pattino’


Sembra che il predecessore del pallet di legno fosse il pattino, spesso combinato con componenti in ferro o acciaio. Consisteva di traverse o gambe fissate a un piano superiore. Apparve per la prima volta nelle fabbriche americane insieme a una prima versione ‘bassa’ del carrello elevatore, quello che potremmo definire un ‘transpallet’.

Era il 1887 quando fu inventato un rozzo carrello elevatore a mano, basso, che poteva sollevare un piccolo carico di pochi centimetri, con mezzi manuali.

Nel 1909 fu introdotto un modello di carrello elevatore basso più robusto e interamente in acciaio. I primi carrelli elevatori avevano una piattaforma di sollevamento, le caratteristiche forche che conosciamo oggi sono invece venute dopo.

Il carrello elevatore a forche di sollevamento fu introdotto dopo il 1910, con un configurazione ormai simile al quello del pallet moderno.

Già nel 1926, si poteva vedere quello che essenzialmente è oggi il moderno carrello elevatore. Ora, i pallet non erano più semplicemente un mezzo per spostare i materiali in orizzontale. I carrelli elevatori hanno consentito l'impilamento verticale dei carichi e il conseguente notevole miglioramento delle efficienze di magazzino e di stoccaggio dei magazzini.

L’evoluzione del pallet è poi proseguita

Tra gli anni Venti e i Trenta i pallet cominciarono a seguire misure e forme standard. Esistono diversi brevetti sui pallet, che sono riportati su Wikipedia nella sua discussione sul pallet.

La ricerca di uno standard è cominciata con lo studio su come renderli più resistenti e su come far sì che si incastrassero meglio con i bracci dei muletti, in modo da movimentare pallet, e quindi le merci, in modo più semplice.

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Sulla superficie superiore del pallet, le assi vennero distanziate in modo da rendere più facile lo scorrimento delle merci. Su quella inferiore, vennero aggiunte delle assi per rinforzare la struttura e migliorare la distribuzione del peso.

All’inizio i pallet erano più ‘piatti’, senza cioè i classici cubotti di legno, e i carichi venivano impilati e distanziati tra di loro con delle assi di legno, posizionate, non senza pericolo, da operatori che si arrampicavano sul carrello elevatore. Esisteva un modo migliore, cioè usare, appunto, i blocchetti di legno che collegano la plancia superiore a quella superiore dei pallet. Vennero introdotti con lo scopo sia di rendere i pallet più robusti sia di creare lo spazio in cui infilare i bracci del muletto.


Ormai sono indispensabili


Secondo Packagingrevolution.net, risalgono agli anni Venti le prime pubblicità sui giornali in cui era possibile vedere i pallet usati nel trasporto merci via treno.

L’evoluzione dei pallet è poi proseguita negli anni '40 grazie ai pallet a ingresso a 4 vie e ai pallet realizzati con materiali alternativi. Durante la seconda guerra mondiale, l'uso del pallet e del carrello elevatore è stato fondamentale della strategia di logistica militare degli Stati Uniti. Dopo la guerra, l'uso dei pallet è diventato sempre più popolare nell'industria e nella logistica.

In conclusione, possiamo quindi dire che il pallet è nato prima dei carrelli elevatori, anche se solo per lo stoccaggio. La movimentazione arrivò solo con i primi tipi di muletto.

giovedì 2 maggio 2019

Tutti i numeri di 20 anni di EPAL in Italia

Le tappe dell’ascesa dei pallet di legno nel mercato italiano della logistica.
A vent’anni si è molto giovani, è forse l’età più bella. Alla spalle c’è già una storia e quella di EPAL in Italia va sicuramente raccontata. Per essere precisi, EPAL (European Pallet Association) nasce nel 1991 come marchio internazionale di prodotto che certifica la qualità dei pallet, i bancali in legno, immessi sul mercato.


Tutto iniziò così

In Italia bisogna aspettare fino al 1999 è il per assistere all’arrivo di EPAL. Dal primo marzo di quell’anno abbiamo cominciato a conoscere questo marchio e a vederlo sui pallet in legno destinati alla logistica e al trasporto delle merci. Sempre nel 1999, per gestire il Sistema EPAL nel nostro paese, Assolegno di FederlegnoArredo costituisce il Consorzio QUALIPAL Italia.





Nasce Conlegno: è l’anno d’oro

Dal 2002, nasce Conlegno, il Consorzio Servizi Legno-Sughero nel quale vengono trasferite tutte le competenze di Qualipal Italia. Da questi momento è il Comitato tecnico EPAL di Conlegno a gestire EPAL in Italia. La partenza è subito delle migliori per quanto riguarda la produzione dei pallet: nel 2002 infatti vengono prodotti ben 12,5 milioni di pezzi, di cui 10,2 nuovi e 2,3 riparati. La forte produzione di questi primi anni del nuovo millennio è dovuta al fatto che i bancali EPAL dovevano sostituire quelli del vecchio standard, cioè il parco dei pallet Centromarca.

Gli anni della crisi e poi la ripresa

Il 2009 è l’anno della grande crisi economica che ha colpito l’Italia. La produzione di nuovi pallet, da sempre termometro dell’andamento dell’economia, ha così subito una grossa frenata. Il livello più basso si è registrato nel 2014, con ‘soli’ 7 milioni di pallet immessi sul mercato, di cui 3,8 nuovi.

La ripresa si è subito fatta sentire nel mercato dei bancali in legno. Dal 2015, il mercato dei pallet EPAL ha ripreso a crescere fino al traguardo, raggiunto nel 2018, di 10,6 milioni di unità immesse sul mercato nazionale, tra nuove e riparate, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente.

Nel complesso, i vent’anni di EPAL in Italia fanno segnare 189,6 milioni di pallet in legno messi in circolazione di cui 136,8 nuovi e 52,8 riparati. Dal 1999 ad oggi, l’incremento è stato del 146,6%. Solo nel 2018 sono stati prodotti in Italia oltre 6,5 milioni di pallet nuovi (+12% rispetto al 2017) e riparati 4 milioni (+0,2% rispetto al 2017) con il supporto di quasi 200 soggetti licenziatari del marchio EPAL.

Pallet di legno: il podio mondiale dei produttori

Risultati di tutto rispetto che fanno del nostro paese uno dei riferimenti per la produzione e riparazione di pallet EPAL. L’Italia è al terzo posto nel mondo per numero di pallet immessi sul mercato, dietro a Germania, al primo posto, e Polonia, al secondo.

Un’ascesa, quella del pallet nel settore della logistica, che è iniziata nella seconda Guerra Mondiale, quando questo supporto al trasporto delle merci era usato in ambito militare. Nei decenni a seguire, il pallet si è imposto come pilastro indispensabile per la movimentazione, a livello internazionale, fino a diventare lo standard proprio grazie ai criteri di uniformità imposti da EPAL.

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lunedì 18 marzo 2019

Pallet di legno nel Regno Unito: cosa succederebbe in caso di ‘Brexit no deal’

I bancali di legno UK non sono conformi agli standard fitosanitari dell’Unione Europea.

L’uscita dall’Unione Europea potrebbe costare carissimo al commercio del Regno Unito.
La decisione di avviare la cosiddetta ‘Brexit’ (dall'inglese Britain, ‘Bretagna’, ed exit, ‘uscita’), cioè il processo che porrà fine all'adesione del Regno Unito all'Unione europea, è stata presa in seguito al referendum del 23 giugno 2016.

Questa decisione potrebbe influire pesantemente sul commercio tra i paesi d’Oltremanica e quelli dell’Unione Europea. In generale, ecco in questa infografica qual è l’attuale panorama del mercato delle spedizioni tra Gran Bretagna e UE:


Uso dei pallet di legno e Brexit: le conseguenze

Se il Regno Unito lascierà l'Unione Europea senza un accordo (‘Brexit no deal’), la stragrande maggioranza dei pallet di legno, usati per trasportare una vasta varietà di beni di consumo, dai cereali per la colazione agli alimenti per animali domestici, alla birra e al cioccolato, non sarà conforme alle rigide norme dell'UE stabilite per cercare di fermare la diffusione dei coleotteri e altri parassiti potenzialmente nocivi per l’uomo.

Questa incertezza rallenta l'economia e aumenta il rischio di perdite di posti di lavoro.

Se si impedisce ai pallet di transitare tra il Regno Unito e il blocco dei 27 paesi UE, milioni di tonnellate di merci non potranno essere trasportati, con una conseguente carenza di cibo. Ogni mese, sono più di 3 milioni i pallet che si muovono tra il Regno Unito e l'UE.

Il governo del Regno Unito ha comunicato ai distributori che, in caso di Brexit no deal,  tutti gli imballaggi in legno, compresi i pallet, destinati ai paesi dell'UE dovranno essere sottoposti a trattamento termico o fumigazione per conformarsi alle misure 15 (ISPM 15) per le norme fitosanitarie (relative alle piante). La fumigazione dei pallet è un metodo di disinfestazione che usa gas biocidi, definiti fumiganti, per soffocare o avvelenare tutti i parassiti e i germi.

La conferma è arrivata, tramite comunicato stampa, dall’organismo governativo britannico Defra (Department for Environment Food & Rural Affairs):

"In caso di mancato accordo, tutto il materiale da imballaggio in legno (WPM) che si sposta tra il Regno Unito e l'UE deve soddisfare gli standard internazionali ISPM15 subendo trattamento termico e marcatura. Tutto il WPM può essere soggetto a controlli ufficiali sia prima che dopo l'ingresso nell'UE."

Attualmente i pallet che si spostano tra gli stati membri dell'UE, incluso il Regno Unito, sono esenti dallo standard ISPM 15. Gli esperti del settore affermano che meno di un terzo dei pallet utilizzati per il commercio UE-Regno Unito sono conformi allo standard.

Perché i pallet di legno devono essere trattati termicamente

Chris Hillaby, amministratore delegato dell’azienda inglese Shaw Pallets, ha spiegato al The Guardian come i parassiti delle piante possono essere trasportati in legni dolci, usati per esempio in alcuni imballaggi di legno dove gli insetti, come il coleottero asiatico, a volte possono essere trovati sul legname sotto sezioni di corteccia.

Per evitare questo tipo di contaminazioni del legno legno, l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha deciso che tutti gli imballaggi in legno debbano essere trattati termicamente alla fonte ad una temperatura interna di 56° C e mantenuti per almeno 30 minuti. È scientificamente provato che questo sia il tempo necessario per sradicare la minaccia dei parassiti. Questo trattamento standard si chiama ISPM15.

L'UE è esente dalle regole dell'OMC, ma se il Regno Unito non garantirà un accordo accettabile sulla Brexit, il paese dovrà rifarsi alle regole dell'OMC per l'esportazione e l'importazione, che chiederanno che gli imballaggi in legno siano sottoposti a trattamento termico per tutte le spedizioni transfrontaliere.

Hillaby ha affermato che la maggior parte dei beni di consumo consegnati ai supermercati viene trasportata su pallet noleggiati e virtualmente nessuno di questi pallet è attualmente sottoposto a trattamento termico conforme ISPM15. Quindi se, come risultato della Brexit, aumenteranno i controlli transfrontalieri, ne risentiranno negativamente le spedizioni.

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giovedì 28 febbraio 2019

Il pallet in legno sono sostenibili? Ecco il marchio ‘Rilegno c’è’

Un segno tangibile a sostegno della natura e della qualità degli imballaggi.
Il tema sostenibilità è sempre più centrale, nella nostra società e anche negli scambi commerciali. Tra le aziende più sensibili in questo senso ci sono, in generale, quelle che si occupano di logistica (ottimizzazione degli spostamenti, riduzione delle emissione dei mezzi di trasporto) e, in particolare, quelle del Consorzio Rilegno, concentrare soprattutto sugli imballaggi.
Per garantire la sostenibilità di tutti quei packaging in legno come pallet, cassette, casse e bobine è nato il progetto ‘Rilegno c’è’, nato proprio su iniziativa e dalla collaborazione delle aziende associate a Rilegno. Si tratta di un marchio realizzato ad hoc che garantisce le caratteristiche di sostenibilità degli imballaggi in legno.

Imballaggi marchiati in nome della sostenibilità

Il marchio verrà impresso su ogni singolo imballaggio a garanzia della sicurezza dei materiali impiegati per la produzione, nel rispetto di precisi parametri e dell’ambiente.
Con ‘Rilegno c’è’ il consorzio conferma ancora una volta che il Consorzio è attivo sul fronte dell’economia circolare, preoccupandosi del controllo e della serietà del lavoro svolto dalle aziende del settore associate.
Comunicare il logo su ogni imballaggio in legno significa raccontare il lavoro di chi, ogni giorno, si impegna con la massima attenzione all’ambiente e significa dare credibilità e riconoscibilità a una filiera diventata un’eccellenza apprezzata in tutta Europa” ha commentato il presidente di Rilegno, Nicola Semeraro, in occasione della presentazione del progetto a Ecomondo.



Tutti i significati di un logo

Il logo Rilegno racchiude in sé più valori che conferma questo impegno. Nel mezzo c’è un uomo vitruviano stilizzato, per ricordare la centralità rispetto a ogni scelta, e quindi la sua responsabilità; è inserito una forma circolare, che ricorda la circolarità economica del legno. Nel suo insieme, il logo ricorda la sezione di un tronco, per tornare agli alberi e alla natura, cioè il centro di tutto.

I numeri del mercato: l’importanza del controllo

L’importanze del monitoraggio degli imballaggi in legno si capisce meglio davanti ai numeri del mercato di questo tipo di packaging in Italia (fonte Conlegno 2017):
  • 194.565 tonnellate immesse al consumo solo per il comparto alimentare, ortofrutticolo
  • 42 mila tonnellate di bobine per avvolgimento cavi
  • 476.761 tonnellate di imballaggi industriali, casse e gabbie
  • 2.169.516 tonnellate di pallet per lo stoccaggio e il trasporto merci, il 73% dell’intero quantitativo per il comparto packaging in legno.
  • Circa 45 milioni di pallet, sul totale di quelli prodotti, sono quelli riutilizzati o riciclati. Un numero che vedremo in crescita anche nei prossimi anni e che ci permette di valutare le conseguenze economiche e ambientali di questo fenomeno di riuso.

Rilegno, più di 20 anni di economia circolare

Anche Ribo Pallet, insieme ad altre 2.300 aziende, fa parte di Rilegno, un Consorzio che dal 1997 organizza e garantisce la prevenzione, il recupero e il riciclo degli imballaggi in legno. Rilegno recupera ogni anno il 63% degli imballaggi immessi al consumo (nel solo 2017, un totale di 1.794.000 tonnellate) e li trasforma in pannelli per la produzione di mobili e arredi.


lunedì 28 gennaio 2019

Cosa c’è nel futuro dei pallet: i trend 2019

Materiali, forme, tecnologia: ecco alcuni dei principali trend.

Dal punto di vista dei materiali a dominare il mercato dei pallet da trasporto merci sono sempre i pallet di legno, seguiti da quelli in plastica. Ci sono però altri materiali, definiti compositi, se si stanno facendo strada e stanno conquistando piccole, per ora, fette di mercato.

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Ma quali sono le principali priorità nella decisione di acquisto di chi compra pallet? 

Ne avevamo già parlato, si tratta di una combinazione di questi fattori:
  • prezzo
  • resistenza
  • durata
  • riusabilità

Sono proprio le priorità dei clienti a guidare i produttori di pallet verso un aggiornamento dei loro progetti e dei processi. L’obiettivo è garantire che i pallet da loro prodotti durino più a lungo.

In che modo? Lavorando su miglioramenti che ne aumentino la resistenza a pesi maggiori diminuendo però quello di tara, oppure sulla maggiore rigidità per adattarsi al crescente uso dell’automazione.

Altri aspetti su cui si sta cercando di crescere sono i materiali, che non si danno per scontati ma si sta andando alla ricerca di alternative per una migliore sostenibilità.

Infine, ma non meno importante, le aziende di pallet pooling stanno cercando di contribuire alla sostenibilità e all’efficienza del processo di trasporto utilizzando i dati dei clienti per promuovere una maggiore collaborazione e ridurre così i costi.

Ecco allora nello specifico quali sono i principali trend nel mondo dei pallet.

 

L'automazione favorisce l’uso dei pallet in plastica

I posti di lavori in calo sono un problema in diversi paesi, per questo motivo la limitata forza lavoro è ormai un problema in molti magazzini. È per questo che sempre più aziende usano sistemi di movimentazione dei materiali automatizzati all'interno delle loro strutture.

Questa è la ragione numero uno per cui i pallet in plastica riutilizzabili stanno prendendo senpre più piede.

Pallet in plastica ri-progettati per avere il massimo rapporto resistenza/peso

Per le supply chain in cui coesistono sia l'interazione automatica che manuale con pallet in plastica, trovare il rapporto ottimale di progettazione resistenza-peso del pallet è fondamentale per ridurre al minimo il rischio di lesioni e affaticamento dei lavoratori addetti alla movimentazione. Un pallet più leggero è più facile da maneggiare e riduce potenziali problemi ergonomici.

Pallet con design personalizzato che offrono più resistenza e rigidità

Per garantire che i pallet di legno abbiano resistenza e rigidità adeguate per l’utilizzo in strutture di stoccaggio a densità più elevata, come scaffalature multi-profondità (anche automatizzate), vengono creati ulteriori progetti personalizzati.

Se è necessario un nuovo tipo di pallet per un nuovo sistema di stoccaggio, dovrà essere usato in tutto il magazzino ed, eventualmente, anche nell'intera supply chain. Questo per non perdere in efficienza e per minimizzare la confusione.

Sperimentazione con nuovi materiali

Ridurre il proprio impatto ambientale e diventare, allo stesso tempo, più efficienti: è questo l’obiettivo di molte aziende per il prossimo futuro. Riguardo ai pallet, i produttori stanno iniziando a sperimentare diversi materiali naturali che sono più sostenibili, riciclabili e biodegradabile.

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Le fibre di banani e canapa, ad esempio, provengono da fonti che crescono rapidamente e offrono rese più elevate rispetto agli alberi. Altri produttori stanno aggiungendo rivestimenti al legno, come l'uretano, per aumentare la durabilità di un pallet, per renderlo più facile da pulire e per migliorarne la resistenza al fuoco.

I servizi di pooling che supportano la collaborazione

La movimentazioni di merci su gomma rimane uno dei maggiori costi per le aziende. Una delle componenti più significative è il recupero dei pallet, che comporta viaggi che magari potrebbero essere evitati.

Come? Aziende di pooling stanno cercando di usare la tecnologia. Un software di digital intelligence a cui stanno lavorando negli Stati Uniti, può monitorare e tracciare i dati di temperatura e posizione dei vari automezzi coinvolti nella supply chain, per ridurre il chilometraggio in questi circuiti di trasporto.

Così, per esempio, se un rivenditore restituisce i pallet all’azienda di pooling, invece di tornare al centro di distribuzione al dettaglio vuoto, forse l’azienda di pooling può ottimizzare il processo indirizzandolo verso un altro cliente, ad esempio un impianto di produzione che si trova lungo il percorso. Attraverso il software, è possibile aiutare questi anelli della catena a trovare una connessione utile nello spostamento delle merci e dei pallet.

giovedì 10 gennaio 2019

Bancali in plastica, ecco perché piacciono sempre di più

Nuovi materiali, tecnologia e ambiente: scopri perché il futuro dei pallet passa dai bancali in plastica.

Abbiamo scritto spesso di quanto la sostenibilità dei pallet in legno sia legata a doppio filo alla politica ambientale del paese, o dei paesi, che li usano e li producono. Usare il legno non è antiecologico se la produzione è supportata dalla gestione oculata del patrimonio verde e da un forestazione consapevole.



In pratica, se usi il legno, e quindi tagli degli alberi, devi sapere che dovrai piantarne di nuovi, in numero uguale o anche superiore a quelli abbattuti.

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Per un approfondimento sui benefici di tipo di strategia, detta ‘economia circolare’ per via del circolo virtuoso su cui si basa, puoi leggere alcuni dei nostri articoli già pubblicati come:

8 motivi per apprezzare i pallet in plastica

Con un occhio sempre attento all’interesse dell’ambiente, dobbiamo dire che anche i bancali in plastica si stanno ritagliando uno spazio importante nella logistica nazionale e internazionale.

Perché questo tipo di pallet piace? Ecco alcuni dei motivi principali:
  1. Sono leggeri, perciò sono facili da maneggiare e scaricare.
  2. Sono facile da stoccare e resistenti.
  3. Richiedono poca manutenzione.
  4. Sono adatti anche a carichi pesanti.
  5. I prezzi sono di mercato, quindi competitivi con quelli degli altri tipi di bancali.
  6. Possono essere usati anche per cliniche e ambulatori (nella versione HACCP).
  7. Si possono stampare con facilità anche modelli con misure diverse da quelle standard.
  8. Si possono produrre a partire da materiali rigenerati, allungando la vita di un certo tipo di plastica. Questo tipo di pedane sono prodotte in polipropilene e il polietilene, materiali che possono essere recuperati e utilizzati per lo stampaggio di nuovi bancali.
  9. Non trattengono le impurità e possono essere puliti facilmente, per questo rispettano le norme contenute nel ISPM-15 della FAO. Sono quindi adatti alle esportazioni verso qualunque destinazione senza dover fornire documenti che ne certifichino la qualità.

Pallet in plastica, non solo benefici pratici

Ci sono poi altri due importanti benefici che i bancali in plastica possono portare. La loro diffusione può dare un duro colpo al mercato nero dei pallet: furti, scambio di bancali non idonei, sottoprezzo, e magari venuti a contatto con sostanze tossiche o inquinanti, ecc.

Un mercato sommerso che nel 2016 ammontava a oltre 720 milioni di euro (Fonte: Legambiente).
Questo importante passo verso la legalità è dovuto alla crescente applicazione di tecnologie come Internet of Things (IoT) e Blockchain.

Secondo il rapporto della società Berg Insight, specializzata in analisi nel settore del IoT, quello dei pallet è classificato come uno dei campi più promettente per le applicazioni delle nuove tecnologie, come quelle legate ai cellulari di nuova generazione ma non solo.

I bancali in plastica si prestano a essere integrati con piccoli dispositivi che permettono loro di essere connessi a Internet. Un costo questo che può essere giustificato, e ammortizzato, dall’aumento dell'efficienza di molte operazioni logistiche che ne deriva.

La tecnologia Blockchain è già in fase di sperimentazione. Lo studio di Berg Insight evidenzia come la Blockchain possa dare la possibilità di tracciare i pallet e contribuisce a estendere la durata della loro vita, che attualmente è di circa 2 anni.

Il progresso è già oggi? Ma il contesto urbano delle città riuscirà ad adeguarsi velocemente ai cambiamenti che richiede l’Internet delle Cose?

Oggetti connessi tra loro per migliorare l’efficienza di molti degli aspetti della nostra vita, dalla viabilità, alla logistica, alla sicurezza: è questo il risultato che ci sia aspetta. I tempi di adeguamento per realizzare questo scenario non saranno però così brevi, prevede Berg Insight.

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venerdì 30 novembre 2018

I pallets intelligenti che lavorano con Blockchain e Internet delle cose


Non è il futuro, è già il presente: le più moderne tecnologie si applicano anche ai bancali per il trasporto merci.

Sarà possibile migliorare la visibilità e il processo decisionale della supply chain grazie alle moderne tecnologie? Ci sta provando con un progetto pilota la BASF, colosso tedesco della chimica, Grazie ai dati ricevuti dai pallet abilitati al Internet of Things (IoT) nel suo sistema di registro digitale.

Video, cos’è la Blockchain:




Accanto all’IoT, l’altra tecnologia che è stata presa in considerazione è la Blockchain, un sistema in grado di creare una sorta di libro mastro digitale che fornisce una registrazione immutabile di transazioni che possono essere condivise e controllate dai partner della supply chain. BASF ha pensato di testare questo sistema con uno degli strumenti di base della logistica, i pallet.

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Pallets intelligenti che inviano dati utili

Non si tratta di pallet qualsiasi, ma di bancali intelligenti in cui sono integrati dei transponder wireless alimentati a batteria.

Questi dispositivi, quando sono attivi, possono registrare e trasmettere al Cloud la posizione e il movimento dei pallet, la temperatura dell’ambiente e caricare informazioni riguardo allo stato del pallet. In questo modo, i pallet diventano una parte dell’IoT industriale di BASF.

Ma come poter combinare queste informazioni per tracciare e rintracciare i prodotti nella catena di approvvigionamento dei materiali? Entra qui in gioco la tecnologia Blockchain.

Il progetto pilota avviato dall’azienda tedesca servirà a verificherà se i dati collezionati dai pallet intelligenti, e trasmessi al cloud, potranno essere trasmessi alla soluzione Blockchain dell’azienda Quantoz, specializzata in questo settore tecnologico.

Uno degli obiettivi è di riuscire a riconoscere quando una consegna è incompleta o danneggiata prima che arrivi a destinazione. Queste informazioni potrebbero anche essere utilizzate per aiutare BASF e i suoi partner della supply chain a migliorare i processi, riducendo danni e deterioramento.

E poiché Blockchain fornisce una registrazione trasparente e immutabile di transazioni che possono essere condivise da una vasta gamma di partner della supply chain - come fornitori, clienti, banche e autorità doganali - BASF punta a migliorerà i modelli di business e processi aziendali come inventarii, sdoganamento automatico e il pay per use.


Come la Blockchain sta rivoluzionando la logistica

Ma questo registro virtuale fatto di blocchi immutabili non cambierà solo i modelli di business, come nel caso di BASF, ma sconvolgerà letteralmente alcuni settori, tra questi anche la logistica.




Come spiega questa infografica, la conoscenza e la consapevolezza dei benefici delle applicazioni della Blockchain non è ancora molto alta. C’è chi invece sta anticipando i tempi per crearsi un vantaggio competitivo.

In Danimarca, IBM, in partnership con l’azienda mercantile Maersk Line, ha lanciato la prima piattaforma che applicherà la logica della Blockchain al trasporto marittimo (TradeLens). Servirà a gestire in autonomia, in un solo flusso di dati digitali in diretta, centinaia di documenti che accompagnano una singola merce in giro per il mondo nel suo viaggio su una nave mercantile.

Grazie alla criptazione si va oltre la semplice visualizzazione dei documenti, ora si possono anche vidimare garantendo privacy e sicurezza perché è impossibile la manomissione.