mercoledì 11 giugno 2014

CHIARIMENTI SULLA `AUTORIZZAZIONE FITOSANITARIA'



La legge fitosanitaria nazionale è rappresentata dal Decreto Legislativo 19 agosto 2005 n. 214, oggetto di una recente revisione (Decreto Legi­slativo 9 aprile 2012 n.84) che prevede, per quanto d'interesse al settore dell'imballaggio di legno, l'obbligo da parte di tutti coloro che applicano il marchio di cui all'ISPM n. 15 della FAO, di ottenere l'autorizzazione fito­sanitaria.
In Italia l'Organizzazione Nazionale di Protezione delle Piante (NPPO) è rappresentata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali che, per l'adozione dello standard ISPM n. 15, ha stabilito di demandare a Soggetti Gestori, ufficialmente riconosciuti, il compito di accreditare e controllare i soggetti autorizzati all'uso del marchio IPPC/FAO, lo specifico marchio da apporre sugli imballaggi in legno che attesta l'effettuazione dei trattamenti fitosanitari previsti dallo standard ISPM n. 15.
Il Ministero ha definito i requisiti per il riconoscimento dei Soggetti Gestori nonché i contenuti minimi delle procedure e delle misure attuative dello standard. 
ConLegno è stato riconosciuto con decreto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali quale Soggetto Gestore del marchio IPPC/ FAO in Italia, unitamente al Regolamento per l'Utilizzo del Marchio Fitosa­nitario Volontario FITOK e al Marchio FITOK stesso. L'adesione al Sogget­to Gestore e il rispetto del Regolamento per l'utilizzo del Marchio FITOK rappresentano, ai fini del rilascio dell'autorizzazione fitosanitaria, la determinazione dei requisiti di pro­fessionalità e di dotazione minima delle attrezzature occorrenti in funzione del tipo di attività per la categoria di coloro che applicano il marchio di cui all'ISPM n. 15 che, in forza della nuova norma, devono richiedere e ottenere l'autorizza­zione di cui all'art. 19 lett. g) del D. Lgs. n. 214/2005. 



COME PROCEDERE 

ConLegno e il Servizio Fitosanita­rio Centrale, in sede di Comitato Fitosanitario Nazionale, hanno de­lineato le procedure operative per il rilascio dell'autorizzazione fito­sanitaria regionale, tenendo conto del sistema nazionale per la gestio­ne del marchio di cui all'ISPM-15 appena descritto. Pertanto, chi è autorizzato all'uso del marchio FI­TOK si ritiene abbia i requisiti per l'ottenimento dell'autorizzazione fitosanitaria.
Ragione per cui ConLegno sta se­guendo, per le imprese che chie­dono l'autorizzazione all'uso del Marchio FITOK, l'iter di autorizza­zione fitosanitaria, che prevede la compilazione di uno specifico mo­dulo (disponibile sul sito di ConLe­gno, sezione Come Aderire, FITOK) e il versamento al consorzio della tariffa fitosanitaria (100 euro) e dell'importo per l'imposta di bollo (due marche da bollo: una da appli­care sul modello di richiesta e una sull'autorizzazione per complessivi 32 euro che verranno versati dal consorzio ai Servizi Fitosanitari Regionali, i quali rilasceranno diret­tamente alle imprese richiedentiL'autorizzazione fitosanitaria sanci­sce la valenza di certificato fitosa­nitario al marchio IPPC/FAO FITOK apposto dalle aziende conformi al Regolamento FITOK, andando a sanzionare economicamente chi applica il marchio in assenza o so­spensione dell'autorizzazione.
La sanzione amministrativa pecu­niaria prevista va da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 15.000 euro (art. 54 Decreto Legislativo n. 214/2005). 


Fonte: Imballaggi & Riciclo