lunedì 16 luglio 2018

Foreste e Filiere Forestali, finalmente la legge


Ecco il frutto del lungo lavoro di confronto tra Governo e Federlegno Arredo

Soltanto pochi giorni dopo le ultime elezioni, prima che iniziasse il tira e molla Lega-Movimento 5 Stelle, il governo uscente di Gentiloni era riuscito ad approvare il Decreto con il Testo Unico in materia di Foreste e Filiere Forestali. Federlegno ovviamente esulta.

Dopo quasi cinquant’anni di attesa l'Italia ha finalmente una nuova legge forestale che, riconoscendo il patrimonio boschivo nazionale come bene di rilevante interesse pubblico, consentirà una maggiore tutela del territorio e la creazione di nuovi posti di lavoro”, ha commentato il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini.

Un provvedimento importante – ha aggiunto Orsini – che garantirà nel tempo una gestione armonizzata delle politiche forestali con l’obiettivo di renderle meno vulnerabili e maggiormente produttive. Non dimentichiamoci che l’Italia è il terzo importatore comunitario di legname con una quota dell’80% del fabbisogno annuo di materia prima e preleva ogni anno dai propri boschi solo un quarto dell’incremento naturale. Più semplicemente, per ogni ettaro di alberi tagliati crescono tre ettari di nuove piante”.


Il legno straniero per le nostre pizze

Forse non tutti sanno che uno dei prodotti italiani per eccellenza come la pizza viene cotto con legno che arriva dalla Turchia, dalla Tunisia, dal Marocco, da Croazia e Slovenia. A questo legno aggiunge poi altro legno proveniente dall’estero usato per pallets, edifici in legno, mobili e arredo che importiamo da Austria e Germania.

Come se non bastasse, i prezzi del legno importato stanno salendo per la forte domanda internazionale. Oltre al danno la beffa: usiamo male il nostro legno e strapaghiamo quello che importiamo dagli altri paesi. Su questo tema Orsini aggiunge:

Il prelievo di legname dai boschi in Italia è solo del 20%, contro una media europea del 60%. Abbiamo 11 milioni di ettari di bosco che non stiamo utilizzando o non sono utilizzati in maniera proficua, tanto che importiamo 8 miliardi di materia prima anche se l’abbiamo in casa. Dobbiamo investire nel legno italiano”.

La legge Forestale – conclude il presidente Orsini – è il frutto di un lungo lavoro di confronto istituzionale tra il Governo e la FederlegnoArredo; un primo passo per riattivare una filiera fondamentale per l’economia nazionale in un’ottica di circolarità e sostenibilità ambientale”.


Cosa ci riserva il prossimo futuro

Ma dopo aver aspettato così tanto per una legge forestale così necessaria, cosa c’è da aspettarsi ora dal nuovo Governo? Le premesse di Orsini dovrebbero trovare interlocutori pronti ad ascoltare. Da una parte c’è la Lega che ha sempre promosso una politica nazionalistica, anche in economia; dall’altra, ci sono i 5 Stelle che si sono fatti promotori di quei principi di sostenibilità ambientale tipici dell’economia circolare. Il futuro sembra quindi promettere bene.

Anche se l’Italia ha moltre altre priorità speriamo che il tema foreste non finisca in fondo alle agende di Di Maio, Ministro dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, e di Salvini, Ministro dell’Interno.



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